Chi soffre della malattia di Alzheimer e ha problemi dentali è a maggior rischio di peggiorare la propria situazione rispetto ad altri pazienti. Potrebbe dimenticare di lavarsi i denti, per esempio, e questa dimenticanza, nel lungo termine, provoca carie, peggiora quelle presenti, fa accumulare più tartaro, con tutte le conseguenze che comporta.

Un’altra situazione che può verificarsi nei malati di Alzheimer è l’impossibilità di comunicare ai propri familiari un problema ai denti (ascesso, dolore ai denti durante la masticazione, carie, mal di denti, denti spezzati, ecc.).

Problemi ai denti comuni nei malati di Alzheimer

  • Carie dentali. Non lavarsi i denti e non usare il filo interdentale provoca l’accumulo di batteri e residui di cibo in bocca. I batteri, o tartaro, possono consumare lo smalto, cioè lo strato esterno del dente, che crea le carie.
  • Ascessi. È un’infezione all’interno della polpa del dente, infezione che si diffonde alla gengiva e può risultare molto dolorosa. Di solito è causato da una carie profonda e questo consente ai batteri di entrare nella polpa, che si infiamma e talvolta provoca mal di denti. Di solito gli ascessi si formano nei molari, perché è più difficile mantenerli puliti.
  • Secchezza della bocca. Se la bocca non produce abbastanza saliva, può seccarsi troppo. Anche i farmaci per il morbo di Alzheimer, la pressione sanguigna, la depressione e le allergie possono causare secchezza della cavità orale. Se non trattata, la secchezza delle fauci può portare a ulcere, piaghe e carie.
  • Alito cattivo. Fra le cause dell’alitosi ci sono anche la scarsa igiene dentale, la secchezza delle fauci, le infezioni alla bocca e altri problemi dentali.

L’odontoiatria e la malattia di Alzheimer

L’Alzheimer è un disturbo degenerativo del cervello che distrugge gradualmente la capacità di ricordare, ragionare, apprendere. Questi problemi includono scarsa capacità di attenzione, processi di apprendimento alterati e capacità limitate per prendersi cura di sé.

Ne consegue che per migliorare la salute orale dei pazienti con Alzheimer il trattamento odontoiatrico deve essere innovativo, collaborativo e interdisciplinare.

Come curare i denti ai malati di Alzheimer?

Abbiamo visto come uno dei principali inconvenienti dei malati di Alzheimer sia l’impossibilità di comunicare i propri problemi dentali ai familiari. Inconveniente che potrebbe essere aggirato sottoponendo il paziente a una visita dentistica specialistica per verificare le condizioni della sua cavità orale.

Ma purtroppo non è un’operazione semplice, perché i malati di Alzheimer rientrano fra i cosiddetti pazienti non collaboranti, cioè quei pazienti che definiamo “con bisogni speciali”. È cioè molto difficile riuscire a visitare i pazienti con Alzheimer, sia nello studio odontoiatrico sia a casa.

La soluzione adottata dal professor Livio Gallottini prevede che le cure odontoiatriche siano eseguite in sedazione per via endovenosa o in anestesia generale. Entrambi i tipi di anestesia prevedono un anestesista che monitori, per tutta la durata dell’intervento odontoiatrico, i parametri vitale del paziente, come battito cardiaco, pressione arteriosa, ecc.

  1. Sedazione per via endovenosa: implica un’iniezione di farmaci anestetici e è utile per interventi lunghi e complessi, che possono durare anche 3 o 4 ore.
  2. Anestesia generale: a differenza della sedazione precedente, l’anestesia totale (come generalmente viene chiamata) è effettuata in una clinica sanitaria attrezzata e autorizzata e implica anche il ricovero con pernotto.

Quali sono i vantaggi di offrire cure dentali con questi 2 tipi di anestesia?

  • Il dentista può visitare il paziente e offrire il dovuto trattamento odontoiatrico in totale tranquillità, altrimenti non possibile.
  • Le cure dentistiche sono eseguite nel pieno comfort del paziente.
  • Qualsiasi trattamento odontoiatrico avviene in un’unica seduta, riducendo così drasticamente lo stress, sia fisico sia emotivo, a cui è sottoposto il paziente.
  • Il periodo post-intervento è molto rapido.