Nel mio studio odontoiatrico ho curato una gran varietà di pazienti e nel tempo ho dovuto affrontare casi problematici che hanno richiesto un’attenzione e un approccio particolari per svolgere le cure odontoiatriche:

  • pazienti odontofobici, che hanno quindi paura del dentista e di affrontare le cure dentali
  • pazienti che richiedono cure multiple, anche di 4 o 5 ore,
  • e infine pazienti con bisogni speciali, che hanno gravi disabilità, sia fisiche sia mentali

Per queste tipologie di pazienti ho voluto studiare e ideare un metodo diagnostico-terapeutico innovativo in odontoiatria, assieme alla mia équipe di specialisti, per venire incontro alle esigenze speciali di questi pazienti, che necessitano di anestesia totale o di sedazione profonda per via endovenosa.

Si chiama Protocollo LG3®: dal mio nome, Livio Gallottini (professore e specialista in odontostomatologia ed esperto di odontoiatria in anestesia generale), e da quel 3 che indica il numero di sedute per svolgere le cure dentali.

 

3 Sedute nello studio dentistico:
Come funziona il Protocollo LG3®

Prima seduta: conoscere i problemi dentali del paziente speciale

 

Durante il primo giorno conosco di persona il paziente e si svolgono le consuete attività che mi permettono di avere un quadro chiaro delle condizioni dentali del paziente.

La visita specialistica inizia con quella che chiamiamo anamnesi, ossia la raccolta di informazioni sulla storia clinica del paziente. A questa segue l’esame del cavo orale per una prima osservazione della salute di denti e gengive. Nei pazienti con paura del dentista non vengono assolutamente utilizzati strumenti appuntiti (tipo uncino), ma solo lo specchietto odontoiatrico.

In base al problema riscontrato si procede con una serie di ulteriori esami: esami radiografici digitali (ortopanoramica e Cone Beam CT), impronte delle arcate dentali digitali rilevate con uno scanner intraorale, fotografie digitali, definizione del piano di trattamento e programmazione chirurgico-protesica computerizzata.

Seconda seduta: preospedalizzazione e intervento

 

Il secondo giorno iniziano le cure odontoiatriche vere e proprie. Prima di tutto procediamo con nuovi esami diagnostici: ECG e analisi del sangue e delle urine.

Le cure dentali – che possono prevedere pulizia dei denti, otturazioni multiple di carie, devitalizzazioni, estrazioni, inserimento di impianti dentali e denti fissi, ecc. – si svolgeranno in 2 modi, secondo i casi:

  1. Anestesia totale in casa di cura (clinica) privata, con eventuale pernotto (ricovero in degenza ordinaria).
  2. Sedazione profonda per via endovenosa in ambulatorio chirurgico privato, senza pernotto.

Sono entrambe strutture sanitarie complesse autorizzate, in cui eseguiamo molteplici terapie concentrate in un unico appuntamento, mentre il paziente è addormentato.

Terza seduta: applicazione della protesi dentale

 

Il terzo e ultimo giorno è dedicato all’eventuale applicazione della protesi dentale con la tecnologia CAD/CAM in ambulatorio odontoiatrico privato. La tecnologia CAD/CAM impiega un sistema di programmi per la progettazione e la fabbricazione assistita da computer di protesi dentali (Computer-Aided Design+Computer-Aided Manufacturing).

Grazie a uno scanner intraorale abbiamo rilevato le impronte delle arcate dentali del paziente, e trasferito al computer le immagini 3D. Il passo successivo è appunto la progettazione e la modellazione al computer delle protesi. In questo modo è possibile modificare spessore, forma e dimensioni delle protesi.

Il file finale è inviato a una fresatrice controllata da un computer che creerà la protesi a partire da un blocco di materiale, riducendo così i tempi complessivi di produzione.

I vantaggi del Protocollo LG3®

3 sole sedute, 3 giorni soltanto per svolgere quasi ogni tipo di cure odontoiatriche, da quelle più semplici a quelle più lunghe e complesse.

E in più, parte fondamentale dell’intero processo, le cure dentistiche avverranno in modo confortevole e senza dolore per i pazienti. Inoltre noi odontoiatri possiamo lavorare in completa tranquillità, dal momento che il paziente non è cosciente, e questo ci permette di velocizzare le terapie.

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