La prima domanda che mi pongono molti pazienti è se possano ottenere degli impianti dentali senza osso. Ma com’è possibile che non ci sia massa ossea sufficiente per inserire un impianto?

Si chiama atrofia ossea e è una conseguenza della perdita di denti. Quando cadono i denti, l’osso alveolare che li sostiene si assottiglia. La masticazione esercita sulle mascelle una grande pressione, rafforzando l’osso alveolare: senza più denti, viene a mancare questo continuo stimolo e l’osso pian piano si riassorbe.

Non c’è più uno spessore osseo adatto ad accogliere l’impianto dentale, che non è altro che una sorta di vite in titanio biocompatibile che sostituisce la radice del dente naturale. È necessaria una base solida e affidabile per ancorare l’impianto, affinché la procedura odontoiatrica abbia successo.

L’impianto, la vite, ha uno spessore che varia dai 2,5 mm ai 4,5. Lo spessore minimo dell’osso nella mascella superiore e nella mascella inferiore dovrebbe essere almeno 2 mm maggiore dello spessore dell’impianto utilizzato.

In genere si utilizzano impianti di 3 – 3,5 mm: in questo caso lo spessore minimo dell’osso dovrebbe essere di 5 – 5,5 mm.

Perché è necessario osso sufficiente per l’impianto dentale?

La masticazione esercita un’azione potente e molta pressione sulla mascella. Non solo gli impianti che sostituiscono i denti mancanti devono essere abbastanza grandi da resistere alle forze della masticazione, ma deve esserci abbastanza osso per supportare le dimensioni dell’impianto.

Se si inserisce un impianto dentale senza uno spessore osseo sufficiente, l’impianto potrebbe fallire.

Come avere, dunque, degli impianti dentali se non c’è più sufficiente osso per accoglierli?

Esistono 2 soluzioni in odontoiatria:

  1. Ricostruzione dell’osso, se l’atrofia ossea è grave.
  2. Inserimento di impianti dentali “speciali”, se la mancanza di osso nell’arcata dentale superiore è molto importante.

Una terza alternativa è sconsigliabile: la classica dentiera, una protesi mobile totale che comporta una serie di inconvenienti, fra cui instabilità, impossibilità di masticare qualsiasi cibo, scomparsa del senso del gusto, maggior tempo per la manutenzione, iniziale difficoltà nell’articolare alcune parole.

Gli impianti dentali, assieme al moncone, che andrà posizionato sopra, e alla protesi fissa, montata sul moncone, sono invece veri e propri sostituti dei denti naturali, identici e soprattutto con le stesse funzioni.

Ricostruire l’osso per inserire gli impianti dentali

Ricostruire l’osso e inserire gli impianti è possibile, perché è una modalità affidabile, ma prevede tempi lunghi.

È un intervento chirurgico di innesto osseo. La procedura prevede il trapianto di tessuto osseo, o di un materiale simile all’osso, per aumentare il volume dell’osso nella mascella.

Esistono 5 tipi di innesti ossei, i cui periodi di guarigione possono variare secondo il tipo di osso utilizzato.

  1. Autoinnesto: osso prelevato chirurgicamente da una parte del corpo del paziente.
  2. Allotrapianto: osso proveniente da un donatore.
  3. Xenotrapianto: osso di un organismo geneticamente dissimile (di origine animale).
  4. Innesto alloplastico: materiale sintetico con eccellente durezza e osteoconduzione, molto compatibile con l’osso del paziente.
  5. Innesti ossei potenziati con fattore di crescita: versione geneticamente modificata di una proteina naturale normalmente presente in piccole quantità nel corpo, che regola la guarigione e la crescita ossea.

Possono essere necessari dai 6 ai 9 mesi prima che i pazienti con innesto osseo siano pronti per ricevere le protesi fisse supportate da impianti dentali.

Impianti dentali senza osso: gli impianti “speciali”

La seconda soluzione è decisamente più veloce: puoi avere denti fissi in 24 ore grazie all’inserimento dei cosiddetti impianti “speciali” nell’arcata dentale superiore: si tratta di impianti transinusali, impianti zigomatici e impianti pterigoidei (modalità complessa, ma affidabile e soprattutto rapida!).

Impianti transinusali

Ottenere impianti dentali senza osso grazie agli impianti transinusali: sono una delle soluzioni alternative alla chirurgia additiva.

Questo tipo di implantologia sfrutta l’osso della parete mesiale del seno mascellare, ancorandovi gli impianti a carico immediato: quindi gli impianti transinusali sono inseriti fra il seno mascellare e quello paranasale.

Impianti zigomatici

Sono impianti che coinvolgono l’osso zigomatico per l’ancoraggio e sono inseriti attraverso la cresta alveolare e il seno mascellare. Quindi gli impianti zigomatici sostituiscono i denti nella mascella superiore.

Rispetto all’osso mascellare, l’osso zigomatico ha una densità maggiore, fornendo così un solido punto di ancoraggio per l’impianto dentale. Poiché gli impianti zigomatici sono inseriti nello zigomo, sono molto più lunghi degli impianti dentali tradizionali.

Rappresentano una valida soluzione per avere impianti dentali senza osso, perché, a differenza delle ossa mascellari, quelle zigomatiche non perdono massa ossea a causa di denti mancanti o malattie parodontali.

Impianti pterigoidei

Chiamati anche impianti pterigomascellari, sono posizionati attraverso la tuberosità mascellare e nella lamina pterigoidea. La ragione principale nell’uso degli impianti pterigoidei è la disponibilità di osso corticale denso per l’innesto dell’impianto.

Il posizionamento degli impianti pterigoidei può essere eseguito in anestesia locale (riducendo il tempo di trattamento), a differenza degli impianti zigomatici, che di solito richiedono una procedura chirurgica più ampia e sedazione profonda per via endovenosa o anestesia generale.

Il ripristino della mascella posteriore grazie agli impianti pterigoidei è vantaggioso perché sono impianti biomeccanicamente stabili. Gli impianti posizionati nella regione pterigomascellare offrono supporto osseo posteriore senza aumentare il seno mascellare né con innesti ossei aggiuntivi.

Impianti dentali anche senza osso: i vantaggi

Perché scegliere gli impianti “speciali” nell’arcata dentale superiore quando non hai abbastanza osso per accogliere gli impianti tradizionali?

Gli impianti dentali transinusali, zigomatici e pterigoidei offrono una serie di vantaggi per chi non ha più quantità ossea sufficiente per inserire quelli tradizionali.

  • Non richiedono alcuna procedura supplementare: come, per esempio, il grande rialzo del pavimento del seno mascellare, intervento comune. L’osso fra la cavità orale e quella del seno è ispessito per evitare che l’impianto danneggi i seni. In questa procedura il paziente deve attendere la guarigione, prima di proseguire con l’inserimento degli impianti.
  • Sono impianti a carico immediato: l’osso del seno mascellare, l’osso zigomatico e la regione della tuberosità mascellare hanno una densità ossea che permette di caricare immediatamente una protesi dentale sugli impianti durante l’intervento chirurgico.
  • Offrono un’alta percentuale di successo: gli impianti transinusali, zigomatici e pterigoidei hanno un alto tasso di successo, come gli impianti dentali tradizionali.

Se hai perso i denti da molto tempo, è molto probabile che l’osso mascellare nell’arcata dentale superiore si sia ormai riassorbito e non sia più possibile inserire i comuni impianti. Ma hai appena letto che oggi puoi ottenere impianti dentali senza osso, grazie agli impianti transinusali, zigomatici e pterigoidei.