Curare i denti di un paziente non è sempre facile, soprattutto se ha paura del dentista. Come  medico specializzato nella cura dei pazienti odontofobici o con bisogni speciali (special needs) mi capita spesso di eseguire una sedazione per via endovenosa e so bene che per una persona che ha paura del dentista, l’aspetto più difficile da superare è farsi controllare la bocca, fidarsi di chi toccherà i suoi denti.

Dargli tranquillità, fargli capire che intervenire sul problema migliorerà la sua vita senza provocargli nuovi dolori, delle volte è impossibile e questo vale ancora di più con i pazienti poco collaborativi.

Chi è il paziente poco collaborativo?

La persona che non collabora non ha un brutto carattere, semplicemente non è in grado di controllare le sue emozioni, per diversi motivi. In medicina questa categoria di pazienti rientra nei cosiddetti pazienti con bisogni speciali (special needs). Se non collaborano con il medico è proprio per via della patologia di cui soffrono.

Sì, vorrei saperene di più!

Nello specifico rientrano in questa categoria:

  • bambini portatori di handicap e diversamente abili;
  • persone con paralisi cerebrale infantile (forme spastiche/ipotoniche);
  • pazienti con patologie neurologiche (epilessia, malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, SLA);
  • persone affette da autismo;
  • pazienti con patologie sistemiche;
  • pazienti con cardiopatie;
  • pazienti in Terapia Anticoagulante Orale (TAO);
  • pazienti con patologie oncologiche in terapia farmacologica con i bifosfonati;
  • allergici o con condizione di immunodeficienza (allergie ad antibiotici e anestetici comprese).

Eseguire una sedazione per via endovenosa è comunque possibile.

Molti familiari o tutori dei pazienti con bisogni speciali non collaboranti, mi chiedono come si faccia in questi casi a eseguire una sedazione cosciente per via endovenosa, vista la difficoltà a inserire l’ago-cannula in vena.

So bene che non è una procedura semplice: va eseguita solo da mani esperte, specializzate in questo settore e con anni di esperienza. Un team esperto, infatti, supera il problema perché sa lavorare con questa categoria di pazienti.

La domanda, però, è lecita e purtroppo spesso nasce da cattive esperienze in cui si è rimasti delusi dall’esito delle cure. Alcuni pazienti mi hanno riferito di pre-medicazioni con supposte di benzodiazepine (sedativi) per via rettale oppure di gocce di Valium (diazepam, benzodiazepina) per via orale, che non hanno avuto una reale efficacia. Addirittura mi è capitato di ascoltare esperienze al limite dell’inverosimile. Nel caso di pazienti autistici adulti di grande stazza sono stati  eseguiti dei placcaggi in stile rugby con 5-6 persone. Altri casi agghiaccianti? L’utilizzo di maschere con gas anestetici.

Come lavoriamo con la sedazione per via endovenosa

Noi abbiamo il nostro metodo, frutto di esperienza e studio. Eseguiamo una pre-medicazione con midazolam (benzodiazepina) per via intra-muscolare attraverso i muscoli glutei a livello delle natiche oppure nel muscolo deltoide a livello delle spalle. In questo modo il paziente non collaborante, che deve essere vestito con un abbigliamento adatto per l’intervento (una maglietta leggera), può essere sottoposto a una rapida iniezione intra-muscolare – anche a sorpresa – che induce una prima fase di ansiolisi e permette di posizionare l’ago-cannula correttamente in vena.

Nei bambini piccoli l’ago-cannula viene applicato sulla vena di un piede, perché risulta più agevole rispetto al polso.

In tutti i casi il team deve collaborare con un anestesista esperto, che sia in grado gestire un paziente non collaborativo e sappia intervenire con la somministrazione di farmaci anestetici in modo adeguato, veloce ed efficace.

Eseguire una sedazione per via endovenosa su pazienti poco collaboranti quindi è possibile ma serve metodo, esperienza e conoscenza del settore. Per questo consiglio sempre di informarsi con tempo e scegliere il proprio medico di fiducia in base a diverse caratteristiche, che aiutino a vivere un intervento su bocca e denti il più possibile sereno.

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