Quando si sente parlare di devitalizzazione, si associa sempre questo termine al dolore, ma anche all’ansia. E dolore e ansia sono i principali fattori che scatenano la famosa paura del dentista.

La devitalizzazione, termine “popolare” per cura canalare, consiste nell’eliminazione dei batteri dal canale radicolare infetto, per prevenire una nuova infezione e salvare il dente naturale.

Durante la devitalizzazione la polpa dentale (che contiene vasi sanguigni, nervi e tessuto connettivo) infiammata o infetta viene rimossa e l’interno del dente viene accuratamente pulito e disinfettato, quindi riempito e sigillato.

È dunque naturale aspettarsi dolore.

Come avviene la devitalizzazione e perché si pensa al dolore

Durante la devitalizzazione del dente, l’endodontista rimuove con cura la polpa all’interno del dente, pulisce, disinfetta e modella i canali radicolari. Quindi li riempie con un materiale inerte chiamato guttaperca.

Successivamente, in particolar modo se il dente era molto danneggiato e l’infezione estesa, l’odontoiatra chiude il dente con una protesi dentale. In questo modo il paziente mantiene il proprio dente naturale.

Da questo procedimento deduciamo il lavoro dell’endodontista: trapanare il dente per poter rimuovere, con speciali strumenti, la polpa. Deve quindi arrivare in profondità nel dente, e non superficialmente come nelle comuni carie dentali.

Se già la cura di una carie spaventa molti pazienti, una devitalizzazione può anche terrorizzarli e far loro evitare di ricevere le dovute cure, con la triste conseguenza di peggiorare la loro situazione.

Le nostre procedure per eliminare il dolore dalla devitalizzazione

Nello studio odontoiatrico del professor Livio Gallottini usiamo degli strumenti di tecnologia avanzata per molti tipi di cure dentali, fra cui le devitalizzazioni, ma anche carie, asportazione di cisti, fibromi, fistole, terapie parodontali, ecc.

Uno di questi strumenti è il laser a diodi: emana calore agendo direttamente sui tessuti infetti, eliminandone i batteri e accelerando la guarigione. In più ci permette di ridurre o perfino non utilizzare anestetici.

Grazie a questo strumento per il paziente si avrà un maggiore comfort durante la devitalizzazione del dente.

Devitalizzazione e anestesia totale

È necessaria l’anestesia totale durante la devitalizzazione del dente?

L’anestesia generale in odontoiatria è usata per molti specifici casi:

  • Pazienti con accentuate disabilità e non collaboranti: come pazienti affetti da autismo
  • Pazienti con patologie neurologiche (epilessia, malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, SLA, ecc.)
  • Pazienti con paralisi cerebrale infantile (forme spastiche, ipotoniche, ecc.)
  • Pazienti con patologie sistemiche
  • Pazienti con cardiopatie
  • Pazienti in Terapia Anticoagulante Orale (TAO)
  • Pazienti con iperriflessia, con riflessi accentuati o riflesso del vomito
  • Pazienti odontofobici

Perché nei suddetti casi l’anestesia generale si rivela necessaria?

Sono sostanzialmente due i problemi cui si va incontro con questo tipo di pazienti:

  1. Impossibilità di effettuare una diagnosi, che comporta un esame della cavità orale, quindi l’uso dello specchietto e dello specillo da introdurvi, radiografie, ecc.
  2. Impossibilità di eseguire i dovuti trattamenti odontoiatrici.

È quindi evidente che per poter eseguire una devitalizzazione a un paziente con bisogni speciali l’anestesia totale, effettuata in cliniche private attrezzate e autorizzate, resta l’unica soluzione per risolvere il problema.

L’anestesia totale è anche una soluzione ottimale per eliminare del tutto il dolore – e la paura stessa di provare dolore – durante la devitalizzazione.

Infatti, anche se una devitalizzazione si effettua normalmente con il comune anestetico locale, per molti pazienti ciò non è sufficiente per tranquillizzarsi e l’anestesia generale è quindi un modo per eliminare il problema alla radice: profondamente addormentati, non sentiranno alcun tipo di dolore durante la devitalizzazione.