Come curare i denti ai pazienti autistici?

L’autismo è un disturbo dello sviluppo intellettuale caratterizzato da una forte disabilità nella comunicazione, nell’interazione sociale e nell’uso del linguaggio e di concetti astratti.

L’assistenza odontoiatrica per pazienti autistici può essere complicata, sia perché non possono spiegare al dentista i propri problemi dentali sia perché possono anche mostrare una varietà di comportamenti e reazioni che rendono difficoltoso, se non impossibile, l’intervento dell’odontoiatra.

Le difficoltà delle cure dentistiche a pazienti autistici

Cosa deve affrontare il dentista quando deve offrire un trattamento odontoiatrico a un paziente autistico?

Come abbiamo detto il problema principale dei pazienti con disturbo dello spettro autistico è comunicare e relazionarsi.

A questo si aggiungono mancanza di capacità di gestire le proprie emozioni, movimenti imprevedibili e ripetitivi del corpo, iperattività associata a deficit di attenzione e anche comportamenti autolesionistici, che complicano le cure dentistiche.

L’odontoiatra e i suoi assistenti devono quindi essere organizzati per rispondere a ogni atipica situazione che possa verificarsi con i pazienti autistici.

Come offrire cure dentali a pazienti autistici?

Lo studio dentistico deve avere un approccio incentrato sul paziente e sulla sua disabilità. I pazienti autistici rientrano nella categoria dei pazienti con bisogni speciali, pazienti, cioè, che necessitano di particolari attenzioni da parte dell’odontoiatra per poter offrire loro i trattamenti di cui necessitano.

Lo studio dentistico del prof. Livio Gallottini esegue cure odontoiatriche per pazienti con bisogni speciali grazie a un programma che prevede il massimo comfort per questi pazienti.

Sappiamo come le lunghe attese siano stressanti per tutti: per un paziente autistico lo sono ancora di più. A questo bisogna aggiungere che non sarà immobile né tanto meno collaborante durante il trattamento odontoiatrico.

Dopo anni di esperienza nel campo è stato così definito un protocollo per offrire cure odontoiatriche ai pazienti autistici, e a qualsiasi altro paziente con bisogni speciali:

  • Casa di cura privata o ambulatorio chirurgico privati e non studio dentistico
  • Anestesista e dentista specializzato
  • Cure dentali in anestesia totale o in sedazione profonda per via endovenosa
  • Unica seduta
  • Cure odontoiatriche in sala operatoria attrezzata per l’odontoiatria

Che cosa cambia per il paziente autistico?

Innanzitutto i tempi di intervento: il paziente autistico non è più obbligato a tornare più volte dal dentista per continuare le cure dentali, perché si svolgono in una sola seduta, evitando un maggiore stress.

Le cure dentistiche in sedazione profonda per via endovenosa o in anestesia totale permettono un duplice vantaggio:

  1. per il paziente autistico, che eviterà lo stress del trattamento odontoiatrico e qualsiasi tipo di dolore e disagio, e si sveglierà a cure avvenute;
  2. per il dentista, che può curare il paziente autistico in totale tranquillità e senza alcuna interruzione.

Il Metodo LG3 per curare i denti ai pazienti autistici

Questo metodo, innovativo in odontoiatria, è stato pensato appositamente per i pazienti con bisogni speciali, dunque anche autistici.

È un metodo che elimina totalmente il dolore, il disagio, permettendo a questi pazienti di ricevere le dovute cure dentistiche in modo confortevole e veloce.

Il Metodo LG3 prevede 3 giorni al massimo per completare le cure odontoiatriche, che comunque si svolgeranno in una sola seduta.

Prima giornata

Prima di qualsiasi cura dentistica è necessario svolgere alcuni esami, che permettono di capire quale sia il problema del paziente, come radiografia, fotografie, impronte delle arcate dentali digitali con lo scanner intraorale.

Naturalmente sono esami possibili soltanto se il paziente autistico lo permetterà, altrimenti si rimandano al giorno successivo.

Si possono verificare spesso due casi:

  1. Il paziente autistico non è collaborante: non si fa visitare né sottoporre a radiografie, quindi non è possibile fare diagnosi e prestabilire un piano terapeutico. La nostra équipe gestisce questa situazione decidendo intra-operatoriamente cosa fare e svolgendo in un unico intervento il trattamento di cui necessita il paziente.
  2. Il paziente non riesce a fare neanche gli esami per la preospedalizzazione: la nostra équipe procede a una preanestesia ed esegue esami del sangue, ECG e tampone rapido COVID-19 con il paziente semi-cosciente. Non appena conosciuti i risultati degli esami, si procede alla sedazione per via endovenosa vera e propria e si inizia l’intervento. Il paziente viene operato comunque in piena sicurezza.

Questi protocolli rappresentano le vere competenze della nostra équipe odontoiatrica.

Seconda giornata

Se il primo giorno non è stato possibile effettuare quei primi esami, sarà svolti questo giorno, assieme a quelli previsti per la preospedalizzazione, quindi analisi del sangue e delle urine e ECG.

A questi seguono la preanestesia con iniezione intramuscolare e quindi accesso venoso periferico per l’anestesia totale o la sedazione profonda. Infine l’intervento nella sala operatoria odontoiatrica.

Terza giornata

Come già accennato, il terzo giorno non sempre è necessario, ma soltanto se il paziente ha avuto bisogno di un impianto dentale e va quindi applicata la protesi dentale.

Anche l’applicazione della protesi può avvenire in anestesia, se il paziente non sarà collaborativo.