Se da una parte ogni paziente ha diritto a ricevere cure odontoiatriche, dall’altra sappiamo bene che curare i denti alle persone disabili può essere problematico: alcuni pazienti possono avere problemi ad accedere allo studio odontoiatrico o perfino alla poltrona del dentista; pazienti con difficoltà di apprendimento possono diventare eccessivamente ansiosi anche al pensiero di andare dal dentista.

Come curare i denti alle persone con disabilità?

Queste persone sono pazienti con bisogni speciali: pazienti, cioè, che richiedono un approccio alle cure odontoiatriche diverso dal solito, più incentrato sulla persona. Occorre stabilire un contatto più umano che medico, venendo incontro alle reali necessità del paziente: cioè tranquillizzarlo al massimo, farlo sentire al sicuro, come in un ambiente familiare.

Lo studio dentistico del prof. Livio Gallottini si occupa di odontoiatria dedicata ai pazienti con bisogni speciali, utilizzando tecnologie moderne e all’avanguardia e procedure studiate appositamente per queste persone.

Che cosa offre oggi l’odontoiatria moderna per curare i denti alle persone disabili?

Anestesia generale o sedazione profonda per le cure dentali

Il problema principale delle cure dentistiche sono le lunghe attese che possono verificarsi in sala d’attesa, aspettando il proprio turno, e le sedute, che normalmente prevedono anche 3 o più appuntamenti, in funzione della tipologia di cura o dei problemi dentali da risolvere.

È facile comprendere come una persona con disabilità – sia fisica sia mentale – trovi ancor più difficoltoso e snervante farsi curare i denti, senza contare il pensiero del dolore, che resta uno dei principali motivi per cui si ha paura del dentista.

Nel nostro studio odontoiatrico offriamo in questi casi cure dentali in anestesia generale o in sedazione cosciente per via endovenosa.

Vediamo come funzionano.

  • Anestesia generale: grazie all’anestesia totale possiamo curare i denti ai pazienti disabili in un solo giorno, eliminando le attese e svolgendo il lavoro in un’unica seduta. Questa prassi è particolarmente indicata per pazienti disabilità mentali, con cui è difficile, se non impossibile, comunicare. Ma usufruiscono di anestesia generale anche i pazienti odontofobici, che preferiscono essere addormentati completamente.
  • Sedazione cosciente per via endovenosa: la sedazione cosciente prevede la presenza di un anestesista o di un odontoiatra sedazionista. È ovviamente meno profonda dell’anestesia generale e il tempo di recupero è più veloce. Il paziente è comunque addormentato.

Nel nostro studio dentistico consigliamo il tipo di anestesia in base alla disabilità del paziente o ad altri suoi problemi, come eccessiva ansia, odontofobia, ecc.

Il protocollo LG3 per curare denti ai disabili

Per ovviare alle tante difficoltà che incorrono nel curare i denti ai pazienti con disabilità o odontofobici, lo studio dentistico del prof. Gallottini ha ideato un metodo diagnostico-terapeutico che prevede cure odontoiatriche in soli 3 giorni.

Per chi è davvero pensato il protocollo LG3?

  • Pazienti con bisogni speciali
  • Pazienti odontofobici
  • Pazienti che richiedono cure dentali multiple

Come funziona il protocollo LG3?

  1. Primo giorno: è un appuntamento conoscitivo, sia per rendermi conto delle condizioni dentali del paziente sia della sua situazione personale. A quel punto, per completare la visita specialistica, si procede con una serie di esami in base al problema del paziente, quali ortopanoramica, Cone Beam CT, fotografie digitali, impronte delle arcate dentali digitali con scanner intraorale.
  2. Secondo giorno: è il giorno in cui hanno inizio le cure dentistiche. Il primo passo sono di nuovo altri esami, cioè elettrocardiogramma e analisi del sangue e delle urine. A questo punto, in base al paziente e ai suoi problemi, si procede o con l’anestesia generale o con la sedazione per via endovenosa. Precisiamo che in questi casi le cure dentistiche avvengono in strutture sanitarie complesse autorizzate.
  3. Terzo giorno: quest’ultimo giorno non è sempre compreso nel protocollo LG3, perché è dedicato all’applicazione della protesi dentale fissa se il paziente ha ricevuto per esempio uno o più impianti dentali. La protesi utilizza la tecnologia CAD/CAM, che prevede programmi per la progettazione e la realizzazione delle protesi, un procedimento computerizzato che garantisce un’elevata rapidità e precisione.

Curare i denti alle persone disabili: oggi è possibile

Ma soprattutto è possibile farlo con il pieno comfort per il paziente disabile, condizione necessaria sia al dentista, per operare in tutta tranquillità e offrire le cure più velocemente, sia per il paziente, che finalmente potrà ripristinare tutte le funzionalità della sua dentatura senza dolore e in completo agio.

Spesso questi pazienti devono sottostare a lunghe liste di attesa negli ospedali pubblici. Quando vengono operati sono spesso sottoposti a terapie solo demolitive (estrazioni dei denti) oppure non risolvono completamente il problema perché non vengono eseguite terapie multiple nello stesso intervento chirurgico e sono quindi costretti a ricorrere un’altra volta a un nuovo intervento chirurgico sempre in anestesia totale (ho conosciuto pazienti sottoposti ad anestesia generale una volta all’anno per più anni a breve distanza).

I nostri vantaggi sono:

  1. Cerchiamo sempre di recuperare i denti gravemente compromessi senza necessariamente estrarli (quando ce ne siano le condizioni).
  2. Eseguiamo anche terapie conservative (devitalizzazioni e ricostruzioni) e soprattutto attività di prevenzione (pulizia dei denti, sigillature, fluoroprofilassi).
  3. Eseguiamo anche impianti dentali e soprattutto anche protesi dentali fisse: in questo caso prendiamo le impronte durante l’intervento e applichiamo le protesi il giorno successivo.
  4. Eseguiamo terapie multiple concentrate tutte in un unico intervento chirurgico, anche di più ore. Tutto questo ci permette quasi sempre di fornire un intervento pienamente risolutivo.