In Italia circa 5 milioni di persone tra i 40 ed i 75 anni hanno perso almeno 8 denti naturali e non li sostituiscono. L’edentulismo totale raggiunge il 60% tra gli anziani ultraottantenni ed è più diffuso tra i soggetti di bassa estrazione sociale (29,4%). Tra gli anziani ultraottantenni la quota di quanti hanno una dentiera mobile completa arriva al 52,2%, ma il 5,9% è in una condizione di totale mancanza di dentizione. Questa situazione clinica implica serie conseguenze a livello sia fisico sia psicologico.

A livello fisico si ha notevole difficoltà a masticare con conseguente cattiva digestione e si ha difficoltà a parlare.

Sul piano psicologico, invece, le conseguenze della perdita dei denti sono la brutta estetica del sorriso, la mancanza di autostima, un profondo senso di vergogna. Non riuscire a sorridere naturalmente può avere effetti sulla socialità e sul modo in cui stiamo in compagnia delle persone.

I denti mancanti possono essere sostituiti da radici artificiali (viti di titanio), i cosiddetti impianti dentali, che permettono di riavere i denti fissi e un bel sorriso! Gli impianti dentali hanno però bisogno di essere posizionati in un osso adeguato sia per quantità sia per qualità. Cosa fare quando manca l’osso per effettuare gli impianti dentali? A chi rivolgersi?

 

Perdita dei denti e atrofia ossea

Una delle cause del mancato ripristino dei denti fissi è nota sotto il profilo medico come “atrofia ossea” ovvero la mancanza di osso idoneo a sostenere i denti. La cosiddetta atrofia ossea può colpire sia le ossa mascellari (superiormente) che quelle mandibolari (inferiormente).

La diagnosi di osso insufficiente deve essere fatta attraverso le opportune radiografie. In particolare grazie alla moderna tecnologia diagnostica, la Cone Beam CT, è possibile avere una immagine tridimensionale del cranio ed avere quindi una perfetta valutazione dello stato di salute delle ossa della mandibola e delle mascelle.

 

Le soluzioni all’atrofia ossea

In caso di mancanza di osso esistono alcune soluzioni che prevedono una ricostruzione pre-implantare dell’osso andato perduto tramite biomateriali e tecnologie innovative. I materiali da riempimento più utilizzati sono:

  • osso autologo ovvero osso prelevato dallo stesso paziente in altre zone della bocca o da altre aree del corpo;
  • osso omologo ovvero prelevato da altri individui donatori di osso, DFDBA;
  • osso eterologo quando si tratta di osso prelevato da animali oppure prodotto con materiali sintetici).

Oltre ai materiali da riempimento vengono utilizzate delle membrane sia di origine autologa (L-PRF) sia animale (collagene) sia sintetica (PTFE).

Tutti questi biomateriali sono sicuri e certificati e vengono utilizzati per le ricostruzioni ossee pre-implantari. La loro funzione è quella di essere osteoconduttori e osteoinduttori; che significa in pratica che stimolano i tessuti circostanti a produrre nuovo osso che andrà a sostituire quello mancante.

Prima di procedere alla ricostruzione ossea è indispensabile svolgere le dovute analisi diagnostiche per valutare lo stato di salute del paziente. Va detto infatti che la rigenerazione ossea può essere più difficile quando il paziente soffre di osteoporosi o presenta altre patologie quali ad esempio il diabete.

 

Quanto tempo ci vuole per la ricostruzione ossea?

Una adeguata terapia di ricostruzione ossea può protrarsi fino a 6 mesi, a seconda dello stato di salute del paziente.  È indispensabile seguire attentamente le indicazioni terapeutiche post-operatorie affinché la rigenerazione dell’osso proceda correttamente:

  • Seguire una approfondita igiene orale quotidiana evitando sempre possibili infezioni;
  • Evitare di bere sostanze troppo calde;
  • Evitare di mordere, anche accidentalmente, cibi troppo duri;

Evitare alcool, caffè e tabacco che rallentano la cicatrizzazione delle ferite.

 

Riavere, finalmente, gli impianti dentali

Normalmente quando si procede ad un impianto su osso nativo è possibile posizionare anche le protesi a carico immediato. Su osso rigenerato, invece, anche se è possibile posizionare impianti contestualmente all’innesto osseo non è possibile però eseguire un carico protesico immediato. Significa che non possiamo mettere i denti nuovi in una sola seduta e non potremo riprendere immediatamente a mordere, ma dovremo aspettare che la rigenerazione ossea sia completata.

Questo implica che nelle gravi atrofie ossee non è possibile procedere in un’unica seduta operatoria per posizionare contemporaneamente impianti ed applicare una protesi fissa a carico immediato.

Soluzioni alternative sono rappresentate dagli impianti trans-sinusali, dagli impianti zigomatici e dagli impianti pterigoidei, che necessitano però di una grande abilità clinica ed esperienza.

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La rigenerazione ossea guidata (GBR)

La rigenerazione ossea guidata (GBR) permette attualmente di posizionare impianti dentali e di riavere denti fissi in modo ancora più accurato e predicibile. L’efficacia di questa tecnica di rigenerazione ossea risiede nell’utilizzo di membrane riassorbibili o non riassorbibili in grado di facilitare e guidare la produzione di osso. In aggiunta, quando l’osso circostante è insufficiente e particolarmente fragile è possibile rinforzare la struttura delle membrane utilizzando guide metalliche o viti in titanio.

Quando si procede alla rigenerazione ossea guidata è consigliato, inoltre, l’adozione di osso autologo per favorire ulteriormente la ricostruzione dell’arcata dentale dove andranno alloggiati i denti.

Sia quando si procede all’estrazione di un dente malato, sia quando il dente è mancante da lungo tempo la rigenerazione ossea guidata è particolarmente indicata. La rigenerazione permette di mantenere più possibile (o ricostruire) l’alveolo post-estrattivo (socket preservation). Il percorso terapeutico deve procedere speditamente. La letteratura medica, su questo argomento, ci insegna che l’assenza di un dente provocherebbe inevitabilmente la perdita di osso e di conseguenza un rallentamento alla completa riabilitazione.

Per questo motivo, affinché la ricostruzione vada a buon fine diventa indispensabile procedere secondo un protocollo operatorio molto preciso e con una calendario di interventi il più rapido possibile.

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Benefici della rigenerazione ossea

Nell’ambito della chirurgia della bocca e dei denti la rigenerazione ossea è una delle tecniche più diffuse. Quali sono i benefici e i vantaggi della rigenerazione ossea?

  • La rigenerazione ossea non fa male grazie anche alla chirurgia mini invasiva
  • I gonfiori sono ridotti al minimo
  • Si possono riavere i denti fissi
  • Tornare a sorridere in breve tempo
  • È possibile essere operati in sedazione per via endovenosa senza stress
  • Si svolge con tecniche odontoiatriche all’avanguardia
  • Alta predicibilità del risultato finale

Concludiamo quindi con il dire che: anche se l’atrofia ossea può sembrare un problema, in realtà l’odontoiatria moderna, le nuove tecnologie, l’esistenza di svariati materiali biocompatibili permettono di risolverla in modo efficace ed in tempi del tutto accettabili.

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