Quando si parla di cure dentali, si pensa sempre al dolore del trapano odontoiatrico per curare le carie o devitalizzare un dente, e al massimo a un anestetico da somministrare con un ago. Eppure oggi è normale associare l’anestesia totale ai denti.

Le cure odontoiatriche in anestesia totale sono di solito riservate ai pazienti il cui comportamento non può essere gestito con tecniche non farmacologiche o farmacologiche (sedazione con protossido di azoto, sedazione orale).

Ma l’anestesia generale per curare i denti è richiesta anche e soprattutto per i pazienti con disabilità intellettiva (specialmente se grave, come per esempio i pazienti autistici), perché questi pazienti hanno un’igiene orale più scarsa e maggiori esigenze rispetto ai pazienti sani.

Inoltre si sceglie l’anestesia totale anche per pazienti con condizioni mediche complesse (che richiedono, quindi, interventi molto lunghi), bambini molto piccoli che necessitano di procedure odontoiatriche invasive o pazienti con un’estrema paura del dentista.

Anestesia totale e denti: quali vantaggi?

L’anestesia totale viene sempre associata a un intervento ospedaliero, che sembra avere poco in comune con uno studio dentistico. Eppure molti pazienti si rivolgono al mio studio odontoiatrico perché vogliono essere addormentati durante le cure dentali.

L’anestesia totale non richiede la collaborazione del paziente: il paziente è incosciente e non risponde al dolore, non avverte nulla.

Pazienti non collaborativi – come persone autistiche o con gravi disabilità intellettive, con menomazioni fisiche, problemi psichiatrici e situazioni mediche complesse, pazienti odontofobici – trovano nell’anestesia generale la soluzione ideale per ottenere i trattamenti odontoiatrici.

In tutti questi casi le condizioni del paziente possono avere effetti significativi sulla sua salute orale e spesso influenzano il modo in cui i pazienti ricevono assistenza sanitaria per i problemi dentali.

Adattare le cure alle esigenze dei pazienti

Se per alcuni l’uso dell’anestesia totale per le cure odontoiatriche possa sembrare un’esagerazione, il ruolo del dentista che deve offrire cure dentali a pazienti con bisogni speciali è quello di adattare il trattamento odontoiatrico alle loro esigenze individuali.

Alcune volte è sufficiente una sedazione profonda, ma spesso l’anestesia totale è l’unica alternativa che permette a questi pazienti di avere una bocca sana e una funzione masticatoria finalmente ripristinata.

Anestesia totale e denti: il Metodo LG3

C’è un altro vantaggio sull’uso dell’anestesia totale per le cure dentali: spesso i pazienti con bisogni speciali oppongono resistenza alla visita odontoiatrica convenzionale. Nell’impossibilità di portare avanti la visita dentistica l’odontoiatra non potrà ovviamente eseguire alcun trattamento al paziente.

Il Metodo LG3 che adottiamo nel nostro studio dentistico è la soluzione ottimale per risolvere problemi di questo genere (e per tutti gli altri descritti). L’intero trattamento odontoiatrico si svolge nell’arco di 3 giorni e il paziente viene ricoverato in un ambulatorio chirurgico privato oppure in una clinica privata.

Si tratta di strutture complesse, attrezzate e autorizzate per praticare l’anestesia generale nei pazienti, con un anestesista che monitorerà il paziente per tutto l’arco dell’intervento.

  • Primo giorno: normalmente questa prima seduta è dedicata alla visita specialistica, in cui esaminare il cavo orale, rilevare il problema dentistico, eseguire le radiografie, prendere le impronte delle arcate dentali con lo scanner intraorale, ecc. Sono esami che permettono al dentista di avere un quadro chiaro della situazione del paziente, ma ovviamente sono legate alla collaborazione dello stesso paziente. Se non è per nulla collaborativo, gli esami appena descritti sono rimandati al giorno successivo ed eseguiti in anestesia.
  • Secondo giorno: siamo al momento della preospedalizzazione (quando il paziente dovrà continuare con ulteriori esami utili all’intervento, come elettrocardiogramma ed esami delle urine e del sangue). In questa seduta c’è l’intervento vero e proprio in sala operatoria, quindi al paziente sarà somministrata una preanestesia con iniezione intramuscolare e poi si prenderà l’accesso venoso periferico per quella totale.
  • Terzo giorno: nell’ultima seduta, quando il tipo di cura dentistica lo richiede, si applica la protesi dentale. È quindi un giorno da aggiungere se il paziente deve ricevere una protesi dentale fissa su denti naturali oppure su impianti dentali posizionati il giorno prima. Nel caso di pazienti non collaborativi anche per la protesi dentale sarà effettuata nuovamente un’anestesia, con una sedazione moderata per via endovenosa.