I pazienti con disturbo dello spettro autistico richiedono procedure e attenzioni particolari rispetto ai pazienti normali. Queste persone, infatti, non sono in grado di far fronte all’ambiente odontoiatrico, a loro non familiare, che può innescare in loro comportamenti che rendono difficile l’esperienza sia per gli stessi pazienti sia per i genitori (o i tutori) e i dentisti.

Occorre quindi offrire ai pazienti con autismo un trattamento odontoiatrico personalizzato, proprio a causa della mancanza di cooperazione che si riscontra con la maggior parte di questi pazienti, ma soprattutto per dare loro il massimo comfort: la soluzione è l’anestesia totale.

L’autismo e l’odontoiatria

I pazienti con autismo hanno sintomi caratteristici, come interazioni sociali alterate, carenze di comunicazione verbale e non verbale, attività limitate, disinteresse, comportamenti ripetitivi e risposte difficili ai cambiamenti nella loro routine.

È quindi chiaro che introdurre questi pazienti in uno studio dentistico, farli sedere sulla poltrona odontoiatrica e iniziare a esaminare il cavo orale con specchietto e specillo diventa quasi un’operazione assolutamente impossibile.

La comunicazione fra dentista e paziente è importante, così come lo è una piena collaborazione. L’unico modo per offrire cure dentali adeguate ai pazienti autistici è con l’anestesia totale.

C’è da aggiungere che nell’impossibilità di effettuare una visita specialistica accurata l’odontoiatra non conoscerà la situazione dentale del paziente autistico: in questo caso – quando bisogna offrire le cure dentali ai pazienti con bisogni speciali in generale – il dentista esaminerà il cavo orale solo quando il paziente sarà addormentato.

Autismo e anestesia totale in odontoiatria

Come funziona l’anestesia totale per i pazienti autistici?

Abbiamo detto che una vista specialistica non è possibile: il paziente con autismo non collaborerà, ma soprattutto non si troverà in un ambiente a lui familiare, quindi potrà avere movimenti imprevedibili del corpo e problemi comportamentali che rendono non solo impossibile un esame approfondito della bocca, ma anche non sicuro.

Ecco come si svolge un trattamento odontoiatrico in anestesia totale per pazienti autistici:

  • Preanestesia: il paziente autistico viene sedato con una puntura intramuscolare sul braccio prima di entrare in sala operatoria ed eseguire l’accesso venoso periferico.
  • Anestesia totale: il paziente viene addormentato.
  • Mappatura della bocca: adesso che il paziente è profondamente addormentato, l’odontoiatra procederà con un esame del cavo orale per conoscere la sua situazione dentale e poter predisporre quanto necessario per le dovute cure dentali.
  • Intervento odontoiatrico: adesso il dentista, conosciuto il problema del paziente, può effettuare il trattamento odontoiatrico richiesto.

Il Metodo LG3 per pazienti con autismo

Per i pazienti autistici (e in generale per tutti quei pazienti con bisogni speciali e anche per chi soffre di odontofobia) insieme al mio staff ho ideato il Metodo LG3.

In cosa consiste?

È un metodo rapido e in completo comfort per il paziente che necessita di cure dentali, spesso urgenti e che richiedono un intervento complesso (rifacimento dell’intera dentatura, per esempio, con impianti dentali).

In soli 3 giorni, con ricovero programmato in clinica privata oppure in ambulatorio chirurgico privato, in entrambi i casi in strutture sanitarie attrezzate in modo specifico e autorizzate per la pratica dell’anestesia totale, il paziente riceverà le cure odontoiatriche:

  • Primo giorno: c’è la visita specialistica in ambulatorio odontoiatrico e gli esami radiografici, le impronte delle arcate dentali digitali con lo scanner intraorale, le fotografie e i video. Tutti questi esami ausiliari si svolgono solo se il paziente autistico lo permetterà (altrimenti saranno eventualmente rimandate al giorno successivo ed effettuate in anestesia).
  • Secondo giorno: esami di preospedalizzazione (ECG, analisi del sangue e delle urine) la stessa mattina dell’intervento e successivamente, intervento in sala operatoria con una preanestesia con un’iniezione intramuscolare prima di prendere l’accesso venoso periferico per l’anestesia totale. Eventualmente, se necessario, si prenderanno le impronte delle arcate dentali digitali con la scanner intraorale portatile.
  • Terzo giorno: è dedicato, quando appunto ce n’è bisogno, all’applicazione della protesi dentale. Dato che il paziente non è collaborativo, sarà nuovamente addormentato, ma con una sedazione moderata per via endovenosa.