L’estrazione dei denti avviene in anestesia totale? È questa una domanda che i pazienti pongono spesso agli odontoiatri, domanda più che giustificabile perché si tratta di estrarre i denti dal loro alloggiamento naturale e questo, naturalmente, può comportare dolore se non c’è anestesia.

Purtroppo, poi, nell’immaginario collettivo il dentista è ancora oggi visto come il “cavadenti” di Caravaggio (opera conservata a Palazzo Pitti a Firenze): un carnefice con la pinza in mano, che estrae un dente a un paziente debole e indifeso in preda al panico e al dolore!

Il pensiero dell’estrazione di un dente evoca pensieri inquietanti, provoca emozioni negative, che vanno dall’ansia alla paura fino al terrore e alla fobia del dentista.

Nella medicina di un tempo non esistevano le tecnologie che abbiamo oggi a disposizione, ma per fortuna ogni branca si è evoluta e così anche l’odontoiatria, che oggi dispone di strumenti all’avanguardia per offrire ai pazienti cure dentistiche senza dolore.

L’anestesia per l’estrazione dei denti

Oggi, grazie all’utilizzo dell’anestesia locale, estrarre un dente è un atto assolutamente indolore, anche se per alcuni pazienti non è così: rappresenta uno scoglio insormontabile!

Perché è così difficile convincere quei pazienti che l’estrazione dei denti non comporta dolore?

L’odontofobia – la reale paura del dentista e delle cure odontoiatriche – è spesso dovuta a un’esperienza negativa avuta da bambini nello studio dentistico.

Considera che molti pazienti odontofobici sono cinquantenni, sessantenni e anche più anziani: quando erano bambini e ragazzi l’odontoiatria non era ai livelli di oggi, che può garantire cure dentistiche in totale comfort.

L’estrazione di un dente da latte cariato senza anestesia locale oppure l’estrazione di un dente fortemente infiammato e infetto in cui l’anestesia locale non ha fatto effetto efficacemente sono tra le esperienze più brutte che i pazienti riferiscono.

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Estrazione dei denti complesse

È anche vero che alcuni denti sono più complessi da estrarre:

  • Denti fratturati
  • Radici
  • Denti già devitalizzati e quindi anchilotici
  • Denti in inclusione ossea totale o parziale, con radici ricurve

In questi casi il dentista può incontrare delle difficoltà operative (dovute magari all’inesperienza) e allungare i tempi operatori, facendo vivere un’esperienza francamente negativa al paziente!

Anestesia locale senza effetto

In altri casi l’anestetico locale non fa effetto, quindi il paziente sente dolore durante l’estrazione del dente:

  • Tecnica operativa errata e inefficace da parte del dentista (soprattutto nell’arcata dentale inferiore, cioè nella mandibola)
  • Forte infiammazione e infezione dei tessuti gengivali
  • Forte ansia del paziente

La paura per l’estrazione dei denti

C’è un altro motivo che scatena la paura di farsi estrarre un dente: alcune volte, infatti, i bambini hanno paura per i racconti ascoltati dai propri familiari o per l’ansia trasmessa dai propri genitori.

È quindi una paura indiretta, che comunque rende difficile procedere con l’estrazione dei denti, sia per i genitori che non riescono a convincere i figli ad andare dal dentista, sia per gli stessi dentisti, che dovranno adottare un approccio diverso per i loro piccoli pazienti.

Altre volte non è la paura dell’estrazione, ma una serie di altre paure che intervengono nei pazienti, interferendo con le cure dentistiche:

  • Aghi e siringhe (aichmofobia, belonefobia o tripanofobia): comportano quindi l’aspettativa del dolore.
  • Fobia cosiddetta “BII” (Blood-Injection-Injury) ovvero fobia per “sangue-iniezione-trauma”: è una fobia specifica associata alla vista del sangue, alla ferita e alle iniezioni.
  • Senso di intorpidimento del labbro e della guancia causato dall’anestestico locale.
  • Senso di soffocamento causato dall’anestetico locale accidentalmente fuoriuscito durante l’iniezione e che è andato in gola.

Tutti questi fattori, specialmente se combinati, concorrono alla formazione di una “tempesta perfetta” con il paziente che evita l’estrazione e va incontro comunque a dolore, infiammazioni, infezioni, ascessi ricorrenti e a un degrado progressivo della sua bocca!

Il dentista deve far comprendere ai pazienti le conseguenze di una mancata estrazione del dente: quando un dente è da estrarre, significa che non può più essere salvato. Se lasciato nel suo alloggiamento, procurerà danni non solo alla bocca, ma a lungo andare anche all’intero organismo.

Estrazione dei denti: quando è necessaria?

Un’altra domanda posta dai pazienti è: “Perché i denti devono essere estratti?”.

I denti possono essere estratti per molteplici motivi:

  • Denti o radici fratturati
  • Denti gravemente compromessi e non recuperabili
  • Denti in inclusione ossea totale o parziale, che spingendo tendono a storcere gli altri denti
  • Denti sovrannumerari
  • Germi dentali a fini preventivi (germectomie)
  • Motivi strategici (la conservazione di pochi denti impedisce una riabilitazione completa più efficace)

Tipi di estrazioni dei denti

Le estrazioni possono essere di 2 tipi:

  1. Semplici: quando è sufficiente utilizzare la pinza per rimuovere il dente.
  2. Complesse: quando bisogna tagliare la gengiva e trapanare l’osso con il trapano per rimuovere a pezzi il dente, che altrimenti non verrebbe fuori.

Al termine delle estrazioni vanno sempre applicati i punti di sutura, che poi verranno rimossi con le forbici. Nei pazienti odontofobici si possono utilizzare suture riassorbibili, che cadono spontaneamente dopo 45-60 giorni.

Un caso particolare e leggendario è rappresentato dai quattro famosi denti del giudizio (anche detti ottavi o terzi molari permanenti). L’estrazione dei denti del giudizio viene spesso raccontata con episodi di dolore intra e postoperatorio e gonfiore.

Questi denti possono essere estratti uno alla volta, oppure a coppia (sopra e sotto dallo stesso lato) oppure tutti e 4 insieme.

Una particolare attenzione va data ai denti del giudizio inferiori, che spesso sono adiacenti al nervo alveolare inferiore che decorre nel canale mandibolare. L’estrazione di questi denti potrebbe dare in una piccolissima percentuale di casi un’alterazione della sensibilità (disestesia) temporanea della pelle del labbro e del mento. È impossibile provocare una paralisi perché il nervo è sensitivo e non motore!

Estrazione con anestesia totale

Come si può superare la paura delle estrazioni dentali?

Come già accennato, oggi disponiamo di tecniche avanzate che permettono di offrire ai pazienti qualsiasi cura odontoiatrica in totale comfort e, quindi, senza provare dolore.

L’estrazione dei denti in anestesia totale a Roma è possibile grazie all’équipe specialistica del Prof. Livio Gallottini, che ha ideato il protocollo LG3 e opera nella sala operatoria di un ambulatorio chirurgico in sedazione endovenosa profonda in respiro spontaneo.

Che cosa significa? Il paziente viene addormentato e vengono eseguite estrazioni dentali multiple concentrate in una sola seduta applicando punti di sutura riassorbibili, che cadranno da soli in 46-60 giorni.

La soluzione alla paura delle estrazioni dentali oggi c’è: la sedazione endovenosa profonda!

Se pensi di aver bisogno di un’estrazione dei denti, contattaci oggi per richiedere ogni dettaglio.

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