Ansia e paura dal dentista sono un problema comune in odontoiatria, perché entrambe associate al dolore che si proverà durante le cure dentali. Dolore e ansia sono quindi i motivi principali che spaventano i pazienti e che, spesso, impediscono loro perfino di sottoporsi a una visita odontoiatrica.

A differenza di altre discipline mediche e chirurgiche, in odontoiatria il dolore è completamente eliminato con l’anestesia locale. Ma purtroppo non è così semplice.

È sufficiente l’anestesia locale per eliminare ansia e paura dal dentista?

Non sempre e non per qualsiasi tipo di paziente.

L’anestesia locale può infatti presentare alcuni problemi:

  • Paura dell’ago del dentista: tecnicamente si chiama belonefobia. L’ago della siringa è ovviamente associato al dolore.
  • Dolore dell’iniezione: può essere evitato con uno spray anestetizzante desensibilizzante.
  • Allergia al farmaco anestetico: in questo caso la parte da curare non può essere anestetizzata.
  • Inefficacia dell’anestesia locale per infiammazione/infezione acuta: il paziente sentirà quindi dolore.
  • Fastidio al senso di intorpidimento della parte anestetizzata.
  • Senso di soffocamento per la fuoriuscita del farmaco nella gola durante l’iniezione.

Il problema maggiore, a cui comunque sono in parte (se non del tutto, a volte) legati i problemi appena descritti, è rappresentato dall’ansia, che può trasformarsi in paura e fobia, un vero terrore per il dentista e i trattamenti odontoiatrici!

Noi dentisti, quindi, ci troviamo a dover affrontare il dolore e l’ansia che provano i nostri pazienti e dobbiamo essere in grado non solo di gestirli, ma di trovare una soluzione definitiva per poter curare queste persone.

Ansia dal dentista: come gestirla?

I motivi che portano all’ansia sono abbastanza vari e si possono manifestare prima, durante o dopo la seduta del dentista. Principalmente l’ansia dal dentista è collegata alle precedenti esperienze negative vissute dal paziente in uno studio odontoiatrico: può essere dovuta a cure dentali mal riuscite, ma quasi sempre al dolore provato durante i trattamenti.

Come si tratta l’ansia dal dentista?

L’ansia e le sue manifestazioni più patologiche (fobie) possono essere trattate con le tecniche di ansiolisi:

  • Terapia comportamentale: empatia del dentista, supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, ecc.
  • Terapia enterale: compresse, gocce, supposte, ecc.
  • Terapia inalatoria: protossido d’azoto.
  • Terapia endovenosa: che può eseguire anche il dentista nello studio odontoiatrico (odontoiatra sedazionista), ma solo con un farmaco, una benzodiazepina, il diazepam (conosciuto anche come valium).

Aggiungo che prima di tutto l’odontoiatra deve misurare l’ansia del paziente usando vari metodi (MDAS, VAS-A, ecc.) e calibrare le varie modalità di ansiolisi.

Le tecniche di ansiolisi appena descritte creano una sedazione cosciente: il paziente, quindi, resta sveglio e vigile durante le cure dentistiche.

L’ansia è un’emozione e purtroppo non tutte le emozioni sono gestibili. Se le tecniche ansiolitiche non funzionano, resta soltanto un’alternativa per offrire cure dentali ai pazienti che provano ansia e paura dal dentista: addormentare il paziente.

La sedazione profonda per eliminare ansia e paura dal dentista

Nella mia esperienza ho riscontrato che questa fobia, prodotta da ansia e paura, si può gestire esclusivamente con la sedazione profonda per via endovenosa (in cui il paziente dorme).

Perché è così funzionale la sedazione profonda per eliminare ansia e paura dal dentista?

L’ansia e la paura dal dentista sono percepite dai pazienti da tutti e 5 i sensi:

  1. Vista: la vista della poltrona odontoiatrica e i vari strumenti (trapano, specillo, ecc,), ma anche lo stesso personale medico (dentista e assistente) nella consueta divisa sanitaria.
  2. Udito: il rumore del trapano odontoiatrico, immediatamente associato al dolore che causerà sul dente malato.
  3. Tatto: strumenti come lo specillo e il trapano devono necessariamente toccare i denti e di nuovo siamo a un collegamento diretto con il dolore e l’ansia.
  4. Olfatto: ricordiamo tutti l’odore di chiodi di garofano che si sente nella sala del dentista. È un composto chimico analgesico chiamato eugenolo, usato come componente per il cemento e per le otturazioni provvisorie.
  5. Gusto: in bocca arrivano diversi materiali, quali cementi, disinfettanti e amalgami, alcuni dal sapore sgradevole.

Grazie alla sedazione profonda i 5 sensi sono tutti inibiti.

Chi può praticare la sedazione profonda?

Diciamo innanzitutto chi non può praticarla:

  • Non può essere svolta direttamente dal dentista.
  • Non può essere svolta nello studio dentistico (non autorizzato né per la branca anestesia né per i farmaci in fascia H, cioè ospedalieri).

La sedazione profonda per via endovenosa può essere praticata da un Anestesista (Specialista in Anestesia e Rianimazione) e prevede:

  • l’utilizzo di farmaci in fascia H, non acquistabili né utilizzabili nello studio dentistico
  • la presenza di vari presidi per le emergenze mediche (debifrillatore, carrello delle emergenze, monitor multiparametrico, pulsiossimetro, bombole di ossigeno, ecc.)
  • una équipe specialistica esperta

Soprattutto, questo tipo di sedazione profonda si può praticare esclusivamente in ambiente ospedaliero (clinica privata oppure ambulatorio chirurgico privato, rispettivamente con o senza degenza ordinaria per il pernotto).

Diffida quindi da essere operato in sedazione profonda in uno studio dentistico: è una pratica non autorizzata, sia per i motivi poco sopra elencati sia perché il paziente viene operato in un ambiente non sicuro e non protetto.

Il mio metodo per eliminare ansia e paura dal dentista

Per i pazienti interessati da paura e ansia eseguo i trattamenti odontoiatrici prevalentemente in sedazione profonda per via endovenosa in respiro spontaneo, quindi senza intubazione del paziente, e in un ambulatorio chirurgico (autorizzato per la chirurgia ambulatoriale).

L’alternativa, se c’è l’indicazione clinica, è l’anestesia generale per via endovenosa, sia in respiro spontaneo sia in intubazione del paziente, ma solo in clinica. In tutti e due i casi il paziente è addormentato, non più cosciente.

Perché ho scelto queste due modalità per le mie cure dentali?

Spesso i pazienti che si rivolgono al mio studio odontoiatrico hanno 3 necessità:

  1. Vogliono dormire: senza vedere e senza sentire nulla. Non vogliono assolutamente rimanere svegli.
  2. Non vogliono sentire dolore.
  3. Non vogliono ricordarsi di nulla.

È per questi motivi che ho ideato il Metodo LG3: i pazienti che hanno paura del dentista hanno finalmente risolto il loro problema e trovato la soluzione adatta per farsi curare i denti.