Le cure dentali in sedazione endovenosa sono una soluzione ideale per i pazienti che hanno paura del dentista. Ma cos’è, in particolare, questa paura?

È un’emozione che si verifica spesso in molte persone, mostrandosi come ansia (il pensiero di provare dolore durante i trattamenti odontoiatrici) fino ad arrivare a una vera e propria fobia. Questa condizione è infatti definita odontofobia.

Come offrire cure dentali in sedazione endovenosa a chi ha paura del dentista

Naturalmente diventa molto difficoltoso, se non impossibile, offrire le dovute cure odontoiatriche a chi è affetto da ansia e fobia del dentista.

Esistono comunque diversi metodi scientifici per misurare queste emozioni (MDAS, VAS-A, DFAS, ecc.) e, di conseguenza, stabilire le adeguate modalità di trattamento odontoiatrico, oltre i vari approcci psicologici:

  • Ansiolisi a vari livelli: somministrazione di farmaci per via enterale
  • Sedazione cosciente per via inalatoria con il protossido d’azoto
  • Sedazione cosciente per via endovenosa con diazepam (valium)

Sedazione per via endovenosa in studi dentistici: cosa è consentito e cosa no

Le cure dentali in sedazione cosciente per via endovenosa con diazepam possono essere praticate direttamente dal dentista nel suo studio odontoiatrico. Ma in questo caso è opportuno che il dentista abbia una formazione specifica, quindi un Master post-lauream, divenendo così un Odontoiatra Sedazionista certificato e associato all’AISOD.

Questo corso di formazione è obbligatorio oltretutto perché durante il corso di laurea gli studenti in odontoiatria non sono addestrati alla venipuntura, cioè a eseguire un accesso venoso periferico e a praticare terapie endovenose.

Inoltre, per poter offrire cure dentali in sedazione per via endovenosa, lo studio odontoiatrico deve possedere, per la sicurezza dei pazienti, tutti i presidi previsti per le emergenze odontoiatriche: carrello delle emergenze, defibrillatore, monitor multiparametrico, pulsiossimetro, bombole di ossigeno, ecc.

Ricapitolando:

  • Nello studio dentistico si può utilizzare la sedazione cosciente per via endovenosa con un solo farmaco, il diazepam
  • Non è quindi autorizzato l’acquisto e l’uso di altri farmaci per via endovenosa oltre il diazepam (farmaci per uso ospedaliero in fascia H)
  • L’anestesista non è assolutamente autorizzato a operare negli studi odontoiatrici

Aggiungo che, con questo tipo di sedazione, il paziente può essere efficacemente sedato, ma rimane cosciente, vigile, quindi non dorme.

Per i pazienti che hanno paura del dentista, che provano ansia al punto da evitare di curarsi, peggiorando i loro problemi, è adatto questo tipo di sedazione?

La mia esperienza nelle cure dentali in sedazione

La risposta alla precedente domanda è: no.

Ho moltissimi pazienti con la paura del dentista e pazienti non collaboranti (affetti da autismo, malattia di Alzheimer, riflesso del vomito, iperriflessia, ma anche bambini, ecc.): tutte queste persone, se c’è l’indicazione clinica, hanno bisogno di una sedazione profonda per via endovenosa oppure di un’anestesia generale per ricevere le cure dentali, perché devono essere completamente addormentate.

Per queste 2 modalità bisogna usare i farmaci per uso ospedaliero in fascia H (midazolam, propofol, fentanil, ecc.) e è quindi obbligatorio l’intervento dell’Anestesista. Ma attenzione: la sedazione profonda per via endovenosa e l’anestesia totale non possono essere eseguite in uno studio dentistico.

Ci sono purtroppo dentisti che, nel proprio studio odontoiatrico, collaborano con un anestesista: è una pratica illegale: per i motivi che ti ho spiegato non è autorizzata. Soprattutto, non si lavora nella piena sicurezza del paziente.

Se devi ricevere cure dentistiche in sedazione profonda per via endovenosa o in anestesia generale – se quindi ricadi nei pazienti odontofobici o hai un familiare non collaborante – è necessario recarti in una struttura sanitaria complessa, autorizzata e quindi sicura e protetta per il paziente.

Di quali strutture si tratta?

Sono cliniche private (case di cura) o ambulatori chirurgici privati (strutture per la chirurgia ambulatoriale), strutture provviste di sale operatorie, ma specificatamente attrezzate per il dentista (che ha bisogno dei suoi consueti strumenti per intervenire (trapano odontoiatrico, aspiratore chirurgico, ecc.).

Metodo LG3: cure dentali in sedazione endovenosa per chi ha paura del dentista

Di cosa ha realmente bisogno un paziente non collaborativo (a cause di determinate patologie di cui soffre) o un paziente che ha paura del dentista?

È rispondendo a questa domanda che ho ideato il metodo LG3, che dà la possibilità all’odontoiatra di eseguire cure dentali multiple in una singola seduta o in sedazione profonda per via endovenosa in respiro spontaneo (senza intubazione) oppure in anestesia generale con intubazione.

Ciò che chiede un paziente odontofobico è non solo evitare il dolore – causa primaria dell’odontofobia – ma anche di non sentire e non vedere nulla durante l’intervento: la vista di strumenti come il trapano odontoiatrico e il rumore prodotto sono sufficienti per scatenare ansia e fobia.

Grazie al mio metodo LG3 il paziente, addormentato, non sentirà dolore né ricorderà nulla dell’intervento. Utilizzo questa pratica per qualsiasi terapia odontoiatrica: estrazioni, impianti dentali, devitalizzazioni (quindi interventi lunghi e anche complessi), ma anche cure più semplici come otturazioni e pulizia dei denti.

Che cosa richiede il mio metodo LG3 e perché è sicuro per i pazienti?

Innanzitutto, come anticipato sopra, operiamo in una struttura autorizzata e attrezzata. Io mi avvalgo inoltre di un’équipe altamente specializzata e competente: questo significa che non è sufficiente avere esperienza in uno studio dentistico, ma è necessario avere esperienza e abilità in sala operatoria (che differisce dalla “semplice” poltrona del dentista).

Sono inoltre sempre presenti un anestesista (esperto in campo odontoiatrico) e personale paramedico adeguatamente formato (ferriste di sala operatoria).

Per i pazienti che hanno paura del dentista e per i pazienti non collaboranti (pazienti cosiddetti con bisogni speciali) nella mia esperienza, qualora si ravvisi l’indicazione clinica, il metodo LG3 è l’unica soluzione per ricevere cure odontoiatriche: in pieno comfort per i pazienti, e anche e soprattutto nel pieno rispetto della legge e della salute e della sicurezza dei pazienti.